Il Consiglio Comunale ha approvato un ordine del giorno che chiede lo stralcio del cosiddetto “DDL Sicurezza”, un provvedimento che solleva forti preoccupazioni sul piano democratico, giuridico e dei diritti civili. Un atto politico chiaro, che prende posizione contro una visione distorta del concetto di sicurezza e contro modifiche al codice penale ritenute pericolose e prive di equilibrio.
Perché non è corretto chiamarlo “Decreto Sicurezza”
Durante il dibattito in aula è stato ribadito un punto fondamentale: la sicurezza è una cosa seria. È un bene comune primario, ad alto valore sociale, che riguarda la tutela delle persone, delle comunità e dei diritti fondamentali. Proprio per questo motivo, non può essere ridotta a uno strumento di propaganda o a una risposta emotiva ai fatti di cronaca.
Chiamare questo provvedimento “Decreto Sicurezza” è fuorviante. Per correttezza istituzionale e politica, è più appropriato riferirsi a esso con il suo nome reale: DDL 1660.
DDL 1660: modifiche al codice penale senza organicità
Uno degli aspetti più critici del DDL 1660 riguarda il metodo con cui interviene sulla materia penale. Il disegno di legge:
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modifica le norme del codice penale in modo frammentario;
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nasce sulla spinta di singoli fatti di cronaca;
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introduce cambiamenti senza una visione organica, senza equilibrio e senza la necessaria proporzionalità.
Intervenire sul diritto penale richiede attenzione, competenza e una visione sistemica. Farlo in modo emergenziale rischia di produrre norme inefficaci, ingiuste e potenzialmente dannose per lo stato di diritto.
Norme liberticide e repressione del dissenso
Il punto più allarmante del DDL 1660 è l’introduzione di norme liberticide, che rappresentano un serio rischio per la democrazia. Il provvedimento appare orientato non tanto alla prevenzione o alla tutela della sicurezza collettiva, quanto alla repressione del legittimo dissenso.
Limitare il diritto di protesta, di manifestazione e di espressione significa colpire uno dei pilastri fondamentali di una società democratica. La sicurezza non si costruisce riducendo gli spazi di libertà, ma rafforzando la coesione sociale, i diritti e la partecipazione.
La posizione del Consiglio Comunale
Con l’approvazione dell’ordine del giorno, il Consiglio Comunale ha espresso una posizione netta:
chiedere lo stralcio del DDL 1660 e aprire un confronto serio, trasparente e rispettoso dei principi costituzionali.
Si tratta di una presa di responsabilità istituzionale che ribadisce un concetto chiave: sicurezza e democrazia non sono in contrapposizione, ma devono procedere insieme. Ogni intervento legislativo che incide sulle libertà personali deve essere ponderato, giustificato e coerente con i valori democratici.
Sicurezza sì, ma nel rispetto dei diritti
Contrastare il DDL 1660 non significa negare il problema della sicurezza, ma rifiutare una sua strumentalizzazione. La vera sicurezza si costruisce attraverso politiche inclusive, prevenzione, giustizia sociale e rispetto delle regole democratiche.
Per queste ragioni, lo stralcio del cosiddetto DDL Sicurezza rappresenta una scelta di civiltà giuridica e politica, a tutela dei diritti di tutte e tutti.
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