In Consiglio Comunale è stato presentato un ordine del giorno per esprimere vicinanza e solidarietà a studenti, famiglie e comunità scolastiche del Liceo Einstein, del Primo Liceo Artistico e del Liceo Marie Curie di Pinerolo. Un atto politico che intende riconoscere e sostenere il valore delle esperienze e delle mobilitazioni che stanno attraversando il mondo della scuola.
Purtroppo l’ordine del giorno non è stato discusso con la necessaria tempestività. Mi auguro che il confronto in aula possa avvenire già nella prossima seduta di lunedì, perché esserci, per le istituzioni, significa anche saper prendere posizione nei tempi giusti, soprattutto quando si tratta di giovani e comunità educanti.
L’iniziativa è stata proposta da Sara Diena e co-firmata da Emanuele Busconi, Claudio Cerrato, Ludovica Cioria, Valentina Sganga, Tea Castiglione e da me. Un segnale politico condiviso che intende rafforzare il legame tra amministrazione comunale, scuole e territorio. Il testo integrale dell’ordine del giorno è disponibile per la consultazione pubblica.
Giovani e partecipazione: oltre la narrazione del “disagio”
La discussione solleva una domanda più ampia e urgente: perché, quando in Consiglio Comunale si parla di giovani, il tema viene spesso ricondotto esclusivamente alla categoria del “disagio giovanile”?
Quando ragazze e ragazzi scendono in piazza per contestare ciò che ritengono ingiusto, il loro impegno civile viene talvolta letto come un problema, o come un’espressione inadeguata di protesta. Eppure, quelle mobilitazioni rappresentano una forma di partecipazione politica che merita ascolto e riconoscimento.
Costruire un confronto reale e continuo
La sfida per le istituzioni è aprire un confronto reale, continuativo e reciproco tra giovani, famiglie e amministrazioni pubbliche. Un dialogo capace di favorire una partecipazione concreta delle nuove generazioni alla vita politica e sociale della città, superando letture semplificanti e approcci emergenziali.
Riconoscere il protagonismo dei giovani significa investire sulla qualità della democrazia locale, costruendo spazi di ascolto, responsabilità condivisa e fiducia reciproca. È da qui che può nascere una città più inclusiva, consapevole e capace di guardare al futuro.
